I Nostri Vini

DOCG

DOCG

Il miglior errore della storia del vino.
...e a voi come piace pensare che sia nato uno dei vini più prestigiosi del mondo?
Probabilmente per caso, la produzione di un Recioto completamente secco diede origine a questo vino d’eccellenza. Ci sono cantine che si arrogano il primato della sua produzione, ma la verità è un’altra: non tutti gli anni si riuscivano ad avere in cantina condizioni tali da riuscire a vinificare un vino dolce (quello più bevuto e commercializzato all’epoca), soprattutto con la tecnologia del passato; questi mosti finivano per completare la fermentazione alcolica, svolgendo tutti gli zuccheri in alcol, arrivando così a diventare un vino secco (accompagnato dalle ingiurie dei poveri cantinieri!). Solo successivamente si capì l’enorme potenziale e la nobiltà di questo secondogenito trascurato dai bevitori dell’epoca. Finalmente, nel 1968 acquisisce la Denominazione di Origine Controllata e nel 2010 la DOCG.

Vedi la scheda tecnica

Amarone classico
DOCG

Prendete l’Amarone, già eccellenza nel mondo, prendete solo le annate migliori, prendete solo le vasche migliori delle annate migliori, prendete solo le botti migliori del vino delle vasche migliori delle annate migliori, così, semplicemente nasce il “Riserva”, il top del nostro vino elevato ad un grado ancora maggiore di eleganza dai 4 anni di invecchiamento in botte e minimo 1 anno di affinamento in bottiglia.

Vedi la scheda tecnica

Amarone classico
riserva
DOCG

Vino di antichissima fama, cantato da insigni poeti dell'epoca romana quali Virgilio, Svetonio e Plinio il Vecchio, purtroppo oggi ha risentito un grosso calo di mercato in favore degli altri grandi vini della Valpolicella. Questo forse a causa della difficoltà nel proporre al consumatore un vino rosso e dolce. Per fortuna succede quasi sempre che, chi lo assaggia, si ricrede e difficilmente non ne rimane incantato.
Resta sempre il vino più rinomato della tradizione veronese: in Valpolicella, la domenica o in occasione di festività, se non c’è in tavola una bottiglia di Recioto, non sembra nemmeno una festa. Nel recente passato era usato anche come rimedio per il recupero da periodi di malattia, dopo gravidanze e ottimo per recuperare le energie dal pesante lavoro dei campi o delle cave di marmo, da sempre presenti in Valpolicella.

Vedi la scheda tecnica

Recioto della
Valpolicella classico
DOCG

DOC

DOC

"Cordiale come la casa di un fratello con cui si va d'accordo", così è stato definito il Valpolicella dal celebre Hemingway. Questo vino è il più tipico della nostra zona e richiede pochi procedimenti, lenti e naturali. Si ottiene così il vino fiore che delle nostre uve è il più sincero, quello che non può mancare sulla tavola tutti i giorni. Destinato a persone che gradiscono un bicchiere di buon vino non impegnativo ma di sicura soddisfazione.

Vedi la scheda tecnica

Valpolicella classico
DOC

Dalla scelta delle uve più mature e con un’esposizione più assolata nasce “ il Superiore”. La differenza con il Valpolicella Classico, vi chiederete voi? Un colore più intenso, profumi più decisi e un’alcolicità maggiore. Il tassello mancante della nostra produzione è arrivato con furore con la vendemmia 2018 che, vincendo appena nato il diploma di Gran Merito alla “Mostra dei Vini del Triveneto” di Camalò, ci ha resi orgogliosi di questa giovane novità. Piace a noi, agli enologi e anche ai nostri affezionati clienti, siamo quindi super carichi per i prossimi imbottigliamenti!

Vedi la scheda tecnica

Valpolicella classico
superiore
DOC

“Na olta no se butaa ia gnente, figurarse se i torcolaa le graspe del Recioto” raccontano i nostri nonni. Tradotto significa che, in tempi di ristrettezza, era un vero peccato torchiare le vinacce ancora intrise del nobile succo del Recioto, senza prima essere utilizzate per valorizzare il vino più leggero, donandogli le spalle larghe e la dignità necessaria ad essere denominato superiore, ora chiamato a ragione Ripasso. Addirittura, raccontano ancora i
nostri avi, che: “dopo aver tirà su el vin, tiraene su anca l’acua, tanto da no berla s-ceta!” Ovvero che, dopo il passaggio del vino, “ripassavano” anche l’acqua, pur di non berla insapore! Ottenevano così una bevanda chiamata “graspìa” o “vin piccolo” che bevevano fresca d’estate con del succo di limone...nascono così i primi cocktail in Valpolicella!

Vedi la scheda tecnica

Valpolicella ripasso
classico superiore
DOC

IGT